|
Teatri del Vento / Akròama
BARBABLU'
di Michele Salimbeni
Tratto dal romanzo breve "Sinobrody" di Andrzej Zulawski
Con
Giovanni Delfino e Veruschka Deriu
Musiche originali
Lee Ranaldo (Sonic Youth)
Chitarre
Lee Ranaldo
Alan Licht
Turntables
Christian Marclay
Batteria
William Hooker
Ignenere del suono
Aaron Mullan
Musiche registrate e mixate presso gli studi Echo Canyon New York
Spazio scenico
Valentina Enna
Costumi
Marco Nateri
Direzione tecnica
Loïc François Hamelin
Tecnici
Carlo Magnani
Basilio Scalas
Regia
Michele Salimbeni
Responsabile di produzione
Stefanie Tost
|
 |
BARBABLU'
Per la prima volta un romanzo di Andrzej Zulawski diventa uno spettacolo teatrale. Scritto nel 1974, Barbablù (Res edizioni, gennaio 2003), è stato pubblicato per la prima volta in Polonia nel 1976 e ha avuto, come altre opere del regista, problemi con la censura. Nel romanzo Andrzej Zulawski tratteggia la figura di Gilles de Rais, nato in Francia nel 1404 e ispiratore, con i suoi delitti, della leggenda di Barbablù. Dopo aver partecipato al fianco di Giovanna d'Arco alle battaglie contro gli inglesi, Gilles de Rais, inizia a dedicarsi a studi alchemici, messe nere e satanismo, compiendo efferati delitti, sacrifici superstiziosi di bambini innocenti, orge sataniche, in una spirale di violenze e depravazioni inaudite. Muore bruciato vivo a Nantes il 26 ottobre 1440. Georges Bordonove, autore del romanzo Requiem per Gilles de Rais, scrive a proposito di lui: "Come nessuno, Gilles de Rais eroico luogotenente di Giovanna d'Arco, sodomita, eretico, assassino di centinaia di bambini, a un tempo crudele e mistico, rapace feudatario e artista, riassume in se il senso terribile del medio evo. Ne incarna la perfezione la dualità fondamentale, le contraddizioni tragiche, le luci e le ombre". Nel romanzo la ricerca storica sul personaggio di Gilles de Rais si fonde con frammenti di vita privata dell'autore creando un osmosi acuta, dolorosa: "Finirò a fondermi con l'erba, a marcire piano, all'aperto. Più minuto di un granello di sabbia, più sottile di un fiocco di ghiaccio che si è infilato tra le canne. Raggiungerò la pace della liberazione, quando ogni mio atomo, ogni particella di sostanza entrerà nella madre aperta, dalla quale in fondo non sono mai uscito. Ascolto. Sento". Teatro come luogo di evocazione e di condivisione crudele di drammi privati e storici: "I diavoli vivono nel teatro attraverso il teatro si fanno palpabili… di fronte allo spettatore che si tradisce e che deve amare".
>>> Vai
agli estratti stampa