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Akròama
LA LEZIONE
di Eugene Ionesco
Con
Antonio Caboni / Il Professore
Rosalba Piras / L'Allieva
Carla Orrù / La Governante
Scenografie e costumi
Marco Nateri
Regia
Antonio Prost
Debutto: dicembre
1993
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La lezione è la
storia di un'allieva innocente e polivitaminizzata e del
suo professore, un insegnante colto, dolce e timido. Man
mano che il dialogo va avanti le posizioni si ribaltano:
la sicurezza dell'allieva cede alla suadente aggressività
del professore, che l'ammazza. L'ha già fatto quaranta
volte quel giorno. E già la governante incalza annunciando
la quarantunesima vittima. Ionesco definì "La
lezione" un dramma comico. In questo atto unico è
indubbio che il fatto più importante è il
rovesciamento dei ruoli tra i due protagonisti. E' l'ingranaggio
che conta e la tensione, l'angoscia, l'assurda comicità
derivano dalla sensazione che tutto quello che accade è
fatale e irrefrenabile. A conferma c'è il fallimento
dei tentativi moralistici e complici del terzo personaggio:
la governante del professore. A dare sapore e spessore all'ingranaggio
e alla sua inquietante ossessività contribuiscono
tutti gli ingredienti che il vortice evoca e macina: specularità
dei due personaggi, rivelazione della natura inconfessata
di ognuno di essi, satira dei rapporti sociali, allusione
all'aggressione sessuale, caricatura di un modo di far cultura.
L'implicazione politica del potere, nell'opera è
sicuramente presente, ma è soltanto un aspetto, forse
minore, della sua tesi principale che s'impernia sulla natura
sessuale di tutti i poteri e sulla relazione tra linguaggio
e potere come base di tutti i legami umani.
"La lezione: esperimento di teatro
astratto o non figurativo. O al contrario, se si preferisce,
poiché esso è soltanto ciò che si vede
sulla scena, poiché nasce sul palcoscenico, poiché
è un gioco, un gioco di parole, gioco di scene, di
immagini, materializzazione di simboli".
Eugene Ionesco
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