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Febbraio 1982
Novembre 1982
Marzo - Maggio 1984
Novembre 1984 - Gennaio 1985
Marzo - Maggio 1985
Agosto 1985
Novembre
1985 - febbraio 1986
Marzo - Maggio 1986
Maggio - Giugno 1986
Febbraio - Maggio 1987
Novembre 1987
Marzo - Giugno 1988
Ottobre - Novembre 1988
Dicembre
1988 - Gennaio 1989
Gennaio
- Aprile 1989
Ottobre - Dicembre 1989
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Rassegna
Stampa |
Stagione Cagliaritana del Teatro
Contemporaneo
Gennaio - Aprile 1989 |
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7-8-9 gennaio
Teatro Nero di Praga
LA BICICLETTA VOLANTE
19 gennaio
Teatro Nuovo
SONG NERO
28-29 gennaio
Akròama
L'ULTIMO SOGNO DI BALLOI CARIA
16-17-18-19 febbraio
Odin Teatret
TALABOT
25-26 febbraio
Pepe Robledo, Pippo Delbono
MORIRE DI MUSICA
3-4-5 marzo
Gianfranco Varetto
IL RANDAGIO
16 marzo
Leo De Berardinis
QUINTETT
31 marzo / 1-2 aprile
Centro RAT
RICOSTRUZIONE DI UN DELITTO
14-15 aprile
Gemelli Ruggeri e Vito
STORIE DA CRODA
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LA
NUOVA SARDEGNA
6 gennaio 1989
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AKROAMA, POCHI MOSTRI SACRI
E SCOMMESSE SU NUOVI TALENTI
Pochi nomi consacrati, qualche
ritorno per meriti indiscutibili, e spazio generoso alle scommesse
su nuovi o riscoperti talenti. Il Centro Akròama inaugura
domani la sua quinta stagione cagliaritana del teatro contemporaneo,
cambiando punti fermi e indirizzi. Scompaiono dal cartellone
gli arrivi canonici dalla schiera della sperimentazione italiana,
si scrivono gli outsiders che condividono la stessa scelta
di campo.
Due operazioni in valuta straniera confermano l'apertura internazionalista
della passata edizione. E il primo apporto dall'estero entra
in scena proprio al taglio del nastro.
Col Teatro Nero di Praga l'avvio si tinge di scuro.
Fantasie e invenzioni di questa formazione cecoslovacca hanno
infatti bisogno di uno sfondo color notte per esistere nell'illusione.
Così è ammissibile pure la bicicletta volante
che intitola l'opera presentata fino a lunedì prossimo
dai praghesi, storia d'amore e prodigi appesa ad invisibili
fili.
Personaggi da fiaba illustrata, animazioni sbeffeggianti le
norme della fisica, ritmi sui tempi del comico, ripetono le
mirabilie del Barone di Muchausen, già portato nel
palcoscenico di Monserrato.
Un misto di tecnologie artigianali e candori infantili che
ha convinto alla riproposta gli organizzatori di Akròama.
Una ripresa è anche L'ultimo sogno di Balloi Caria
che prosegue la stagione del teatro contemporaneo. Produzione
dello stesso Akròama, lo spettacolo riallestito
inizierà da Bari una tournée internazionale
che raggiungerà infine la Cecoslovacchia. Inedito,
almeno per il pubblico sardo, risulta invece il teatro di
Franco Scaldati, autore siciliano di recente benedizione
da parte della critica. Un usuraio cieco, due parenti profittatori
e una situazione beckettiana hanno guadagnato tanta attenzione
con Occhi, messo in scena in calendario a febbraio,
nella rassegna.
L'Odin Teatret di Eugenio Barba, compare ugualmente
nei paraggi di carnevale con Talabot, ultima realizzazione
del gruppo multinazionale in cui qualcuno scorge le ceneri
del '68 insieme ai miti letterari del viaggio.
Di seguito, la coppia Pepe Robledo e Pippo Del Bono,
prova la sua comprovata sintonia su Morire di musica,
anticipando la regia visionaria di Gianfranco Varetto
con Il randagio, tratto da Enzo Cormann.
Il carisma di Leo De Berardinis brilla poi nel rigore
di Quintet, memorie della tragedia classica per un'attore
conquistato dall'essenzialità.
Per i giovani di Lucido Sottile, una conferma delle
qualità dimostrate è attesa da Notte brava,
sei donne e un soldato ferito come in un vecchio film di Don
Siegel. Dirige Elisabetta Podda, contando su una compagnia
dove figura anche un passaporto salvadoregno.
La poesia di Angelo Maria Ripellino, ispira il Teatro Libero
ancora in attesa di debutto (sarà per aprile, poco
prima della partecipazione alla stagione di Akròama),
mentre i divertimenti scenici-musicali di Jean Tardieu trovano
interpreti nell'ABC della vita dell'emiliano Teatro
Presenza.
Ma sul versante spasso non temono confronti i Gemelli Ruggeri,
affiancati dalla maschera surreale di Vito. In due
date di metà aprile, i funzionari dell'Est iperrealista
di Croda, racconteranno il loro socialismo da artisti "del
popolo".
Un contributo alla distensione tra i blocchi che assicura
esemplari Storie da Croda, ovviamente in lingua originale.
Angelo Porru
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