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Rassegna Stampa
Febbraio - Maggio 1990
 

1-2-3 febbraio
Akròama
LA STANZA

16-17-18 marzo
Akròama
STORIAFINTA

30-31 marzo / 1 aprile
Akròama
L'ULTIMO SOGNO DI BALLOI CARIA

26-27-28-29-30 aprile / 2-3-4-5 maggio
Akròama
LA CASA DELLA MADRE

 
LA NUOVA SARDEGNA
24 marzo 1990


AKROAMA HA SCELTO UN POKER DI GIGANTI

Monotoni, sicuramente no. Si potrà dissentire dalle scelte, criticare qualche risultato, rimpiangere magari vecchie decisioni. Ma al Centro Akròama non si rimprovererà certo una rotta troppo prevedibile. Neanche in un appuntamento rituale come potrebbe essere la sua Stagione Cagliaritana del Teatro Contemporaneo. Al sesto allestimento del cartellone, cambiano ancora una volta criteri e punti fermi. Se la scorsa primavera scommetteva sugli outsiders della sperimentazione scenica, adesso tocca ai mostri sacri. Anziché un'eccezione centellinata, lo spettacolo di provenienza oltrefrontiera diventa una colonna portante dei programmi. E, quasi a compensare le aperture internazionaliste, s'investe sulla produzione come raramente capita in questi tempi di cordoni stretti nelle borse.
Tadeusz Kantor, Pina Bausch, Laurie Anderson, Johnny Melville e il Berliner Ensemble sono i nomi di grido nella campagna acquisti di Akròama. Non per tutti è stata raggiunta la certezza delle date o della firma su un contratto. Però la rivoluzione dei presupposti organizzativi ha previsto larghi spazi di manovre. Svincolata da un calendario a cadenze serrate, la stagione cagliaritana si distende lungo un intero anno. L'inizio è dunque già archiviato, con le riprese del repertorio della compagnia Akròama (La stanza e il recentissimo Storiafinta) nel febbraio appena trascorso. La fine potrebbe invece concedersi una deroga dal limite del prossimo dicembre, se il Tanzteater della Bausch dovesse spostare da questo mese il suo percorso nei palcoscenici italiani.
Tra i due estremi, intanto, s'inseriscono altre tappe meglio definite. Dopo La camera dei sogni, fino a ieri in scena col Teatro dell'Ombra a Monserrato, dovranno portare il testimone sia L'ultimo sogno di Balloi Caria (dal 30 marzo al 1 aprile) che La donna silenziosa evocata da Marcello Enardu e Antonio Caboni con riconoscenza all'arte di Kokoshka. Nel primo come nel secondo caso (rappresentato dal 6 all'8 aprile) vale la logica di evidenziare il lato produttivo del centro anche organizzatore. Da promotore, Akròama paga peraltro il solito dazio alla condizione critica degli spazi teatrali cagliaritani. Negato il corteggiatissimo Auditorium del conservatorio, si è imposta una soluzione d'emergenza per il Kantor di Qui non ci torno più. Lo sbocco ha creato un paradosso: uno dei pezzi forti della stagione non approderà davanti al pubblico di Cagliari. L'aiuto, infatti, arriva da Porto Torres, e solo qui (il 18 e 19 maggio) il regista polacco che flirta con la morte e l'autoritarismo disporrà i suoi fantasmi obbedienti al gesto. La comicità fracassona di Melville avvicinerà poi un'estate con debutto. A luglio, un'alleanza col festival di Santarcangelo rilancia così l'investimento sulle nuove produzioni: Roberto Ruggeri, capofila dello Studio 3 perugino, plasma Wedekind e il versante femminile nelle opere shakespeariane con il ritratto indiano di Mine-Haha. Contemporaneamente, si avvicinerà alla forma compiuta anche un Macbeth secondo Lelio Lecis, avventura nel classico con forze e attori di Akròama. Entro la fine dell'anno, presentazione a una platea. Forse la stessa che dovrebbe vedere la poesia dantesca nel Purgatorio dei Magazzini e il Totò amletico di Leo De Berardinis.

Angelo Porru