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I MAGAZZINI, DE BERARDINIS E SOSTA PALMIZI
Arriva quasi in punta di piedi.
E' abituata, la danza, a questi passi felpati, alle apparizioni
senza troppi clamori d'accompagnamento. Eppure adesso ci
sarebbe una presenza da protagonista. Un ruolo assegnato
dalla Stagione Cagliaritana del Teatro Contemporaneo, che
da domani ricomincia le sue serate divise tra due palcoscenici.
Coreografie e danzatori sono le novità di un programma
dove vengono mantenute le promesse. Certo, agli spettacoli
organizzati dal Centro Akròama mancherà il
pezzo forte del finale con Kantor. Volendo proprio essere
pignoli, nemmeno il tassello Odin Teatret comparirà
al posto preventivato. Ma le assenze trovano giustificazioni
inappuntabili: se nel primo caso è stata la morte
del regista polacco a rovinare i piani, la diserzione del
gruppo di Barba deriva da una strana concorrenza fra operatori
della stessa città. La disputa s'è conclusa
in elegante accordo, e l'opera contesa ha già avuto
Cada Die e Actores Alidos come presentatori. Escluso uno
spazio per le polemiche, resta dunque quello sensibile alla
ricerca coreografica. In collaborazione con la romana Mediascena,
quattro titoli occupano l'area ritagliata per la danza.
L'apripista (domani e giovedì) non può essere
che Beginning, un inizio con l'insegna di Danza/Ricerca
e la paternità di Francesco Scavetta e Mario Fedele.
Ancora incerto nelle date, è comunque annunciato
anche l'ultimo parto dei quotatissimi Sosta Palmizi. Con
Rapsodia per una stalla, il bastone del comando passa nelle
mani di Giorgio Rossi. Tra marzo e aprile, la panoramica
su muscoli e linee aeree chiuderà con le Tre civette
riunite da Aurelio Gatti nonché i Songs
di Roberta Garrison e Antonello Salis. Regola
l'intesa tra danzatrice e pianista un jazz libero da schemi.
Altrettanto fuori ordinanza, peraltro, si direbbe l'accostamento
di Totò, principe di Danimarca. L'innesto di pallori
amletici su un mattatore erede di pulcinella (in scena dall'8
al 10 marzo) attende infatti il genio di Leo De Berardinis
per dimostrare la sua fattibilità. Siamo, così,
nel settore degli impegni confermatiò. E su questo
versante si allineano pure l'Hamlet Maschine dei Magazzini
(12-14 febbraio), recente gloria italiana nei teatri di
Mosca o Tokio, o l'ancora inedito Rules of civility...
che il Living Theatre (atteso a marzo) ha distillato
da un libriccino giovanile di George Washington. Al Teatro
Libero di Palermo (21-24 febbraio) spetterà la sfida
di un rilancio della tensione civile in platea, colpita
dalla mafia di Regolamento interno. E le tensioni psicologiche
di Ella troveranno un attore ronconiano (Walter Malosti,
dal 22 al 24 aprile) a fare ugualmente da bersaglio. Solo
Quelli di Grock sembrano campioni della leggerezza sorridente,
ma le loro Sottili trasparenze (1 e 2 febbraio) sono
appunti d'ecologia destinati a ragazzi sull'orlo della catastrofe.
Alla faccia del nome da clown.
Angelo Porru
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