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Rassegna Stampa
Progetto Speciale
Maggio 1991
 

 

 

2-3 maggio
Teatri Uniti
L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA

9-10 maggio
Krypton
ME-DEA

16-17 maggio
Santagata e Morganti
FINALE DI PARTITA

30-31 maggio
Raffaello Sanzio
ISIDE E OSIRIDE

 
L'UNIONE SARDA
30 aprile 1991


SULLE TRACCE DEL NUOVO TEATRO ITALIANO

E' un progetto "speciale" per non dire "raro". Quattro spettacoli (più uno) con l'ambizioso obiettivo di proporre al pubblico cagliaritano (e non solo a questo) una campionatura delle novità teatrali di quest'anno. Giusto per confermare, anche in Sardegna, il "valore di alcune compagnie e attori italiani". Lo propone il Centro Akròama - a partire da giovedì (ore 21) nello spazio di via 31 marzo a Monserrato - e promette di essere una gustosa appendice della "Stagione Cagliaritana del Teatro Contemporaneo".
Apriranno i napoletani dei Teatri Uniti (ex Falso Movimento) con uno studio tratto da L'uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello. Saranno in scena, con il regista Toni Servillo, gli ormai inseparabili Licia Maglietta e Andrea Renzi. LA rassegna continuerà il 9 e il 10 maggio con i laser e le scene "futuribili" dei Krypton che proporranno la Me-Dea di Marco Palladini. Il quale, nei panni dell'indagatore di miti, si recherà in Medea - come avvertono le note di regia "tra le vestigia di una strage consumata, di una battaglia in cui si ritorna a saccheggiare i vinti". Formula quanto mai ermetica per dire che il mito di Medea, oggi, "risorge come puro simbolo", come "un'ideale ripresa di un rapporto radicale con gli uomini" e dove "l'esperienza di un linguaggio originario" fa coincidere magicamente l'ascesi con la poesia. Impresa non da poco. Ma questo almeno tenteranno di fare, con la regia di Giancarlo Cauteruccio, gli interpreti Giuseppe Savio e Cristina Sammarchi.
Il 16 e il 17 sarò invece il turno di Alfonso Santagata e Claudio Morganti alle prese con Finale di partita di Samuel Beckett. Una piéce da non perdere. Non foss'altro perché gli appassionati avranno la possibilità di saggiare di persona i risultati raggiunti, dopo anni di faticosa ricerca scenica, da una delle più importanti formazioni della scena teatrale italiana. E anche perché il testo di Beckett (tradotto da Carlo Fruttero) ben si adatta, nella sua sensata "insensatezza", alla duttilità dei due bravi attori fiorentini. I quali - affiancati da Cos Gradilone e da tre maialini - promettono un incontro-scontro tra loro e con l'autore. E si divertiranno (speriamo anche noi) a mettere alla berlina il teatro inteso come "coazione a ripetere", se non come "routine", in una sorta di parodia di un "fare teatro" in modo affrettato a falsamente sofferente. Con attori che però poi finiscono per accapigliarsi su una battuta o un applauso rubati. Un teatro dove - come dicono gli stessi Santagata e Morganti - non mancano e non mancheranno "i bidoni" vuoto a perdere.
Uno spettacolo "didattico", insomma, questo Finale di partita. Che consigliamo caldamente, oltre che al pubblico, soprattutto ai tanti giovani attori (o aspiranti tali) che calcano le scene dei teatrini isolani. Ultimo spettacolo in locandina (il 30 e il 31) Iside e Osiride della Società Raffaello Sanzio. Diretto e recitato da Romeo Castellucci, che per l'occasione sarà affiancato da Stefano Cortesi, Febo Del Zozzo e Paolo Guide. Fuori programma infine (il 22, il 23 e il 24 maggio) Il sogno di Pulcinella dell'esordiente Carlo Ragone, un giovanotto di belle speranze, fresco fresco di diploma alla corte di Giorgio Strehler.

Roberto Cossu