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SULLE TRACCE DEL NUOVO TEATRO ITALIANO
E' un progetto "speciale"
per non dire "raro". Quattro spettacoli (più
uno) con l'ambizioso obiettivo di proporre al pubblico cagliaritano
(e non solo a questo) una campionatura delle novità
teatrali di quest'anno. Giusto per confermare, anche in
Sardegna, il "valore di alcune compagnie e attori italiani".
Lo propone il Centro Akròama - a partire da giovedì
(ore 21) nello spazio di via 31 marzo a Monserrato - e promette
di essere una gustosa appendice della "Stagione Cagliaritana
del Teatro Contemporaneo".
Apriranno i napoletani dei Teatri Uniti (ex Falso
Movimento) con uno studio tratto da L'uomo dal fiore
in bocca di Luigi Pirandello. Saranno in scena, con
il regista Toni Servillo, gli ormai inseparabili Licia Maglietta
e Andrea Renzi. LA rassegna continuerà il 9 e il
10 maggio con i laser e le scene "futuribili"
dei Krypton che proporranno la Me-Dea di Marco
Palladini. Il quale, nei panni dell'indagatore di miti,
si recherà in Medea - come avvertono le note di regia
"tra le vestigia di una strage consumata, di una battaglia
in cui si ritorna a saccheggiare i vinti". Formula
quanto mai ermetica per dire che il mito di Medea, oggi,
"risorge come puro simbolo", come "un'ideale
ripresa di un rapporto radicale con gli uomini" e dove
"l'esperienza di un linguaggio originario" fa
coincidere magicamente l'ascesi con la poesia. Impresa non
da poco. Ma questo almeno tenteranno di fare, con la regia
di Giancarlo Cauteruccio, gli interpreti Giuseppe Savio
e Cristina Sammarchi.
Il 16 e il 17 sarò invece il turno di Alfonso
Santagata e Claudio Morganti alle prese con Finale
di partita di Samuel Beckett. Una piéce da non
perdere. Non foss'altro perché gli appassionati avranno
la possibilità di saggiare di persona i risultati
raggiunti, dopo anni di faticosa ricerca scenica, da una
delle più importanti formazioni della scena teatrale
italiana. E anche perché il testo di Beckett (tradotto
da Carlo Fruttero) ben si adatta, nella sua sensata "insensatezza",
alla duttilità dei due bravi attori fiorentini. I
quali - affiancati da Cos Gradilone e da tre maialini -
promettono un incontro-scontro tra loro e con l'autore.
E si divertiranno (speriamo anche noi) a mettere alla berlina
il teatro inteso come "coazione a ripetere", se
non come "routine", in una sorta di parodia di
un "fare teatro" in modo affrettato a falsamente
sofferente. Con attori che però poi finiscono per
accapigliarsi su una battuta o un applauso rubati. Un teatro
dove - come dicono gli stessi Santagata e Morganti - non
mancano e non mancheranno "i bidoni" vuoto a perdere.
Uno spettacolo "didattico", insomma, questo Finale
di partita. Che consigliamo caldamente, oltre che al pubblico,
soprattutto ai tanti giovani attori (o aspiranti tali) che
calcano le scene dei teatrini isolani. Ultimo spettacolo
in locandina (il 30 e il 31) Iside e Osiride della
Società Raffaello Sanzio. Diretto e recitato
da Romeo Castellucci, che per l'occasione sarà affiancato
da Stefano Cortesi, Febo Del Zozzo e Paolo Guide. Fuori
programma infine (il 22, il 23 e il 24 maggio) Il sogno
di Pulcinella dell'esordiente Carlo Ragone, un giovanotto
di belle speranze, fresco fresco di diploma alla corte di
Giorgio Strehler.
Roberto Cossu
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