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UN CENTRO TEATRALE RIVOLTO ALLA RICERCA
Piccoli teatri crescono. Anzi
si moltiplicano. Bene. Segno che il bisogno di cultura è
fortunatamente vivo e ben radicato. Ultimo in ordine di
tempo ad aprire le porte è il Teatro Akròama
di Monserrato (ma sarebbe più corretto dire "riapre"
in quanto lo spazio ha gloriosamente funzionato per una
decina d'anni fino a fermarsi per qualche tempo, all'indomani
del trasferimento della compagnia e dell'attività
a Cagliari nel ristrutturato Teatro delle Saline). Completamente
rinnovato nella struttura: una sala che dispone di un centinaio
di comodi posti, un ambiente per le prove, e un saloncino
attrezzato per conferenze e proiezioni. Il Teatro Akròama
si presenta quindi come un vero centro polivalente in grado
di rispondere da subito alle esigenze del nuovo comune (da
un anno autonomo dal capoluogo regionale) e contemporaneamente
diventare un nuovo punto di riferimento per chi opera in
campo spettacolare.
La "riapertura" dello spazio - presentato ufficialmente
ieri dal sindaco del Comune e dal presidente del centro,
il regista Lelio Lecis - si segnala per almeno due motivi
di forte interesse. Il primo è quasi una rarità,
in tempo in cui le amministrazioni locali e no continuano
a mostrare miopia e assoluta incapacità nell'affrontare
concretamente un settore così delicato e importante
come quello culturale. Cosa è successo infatti a
Monserrato? Tra amministratori e teatranti si è chiuso
un concordato che stabilisce, per un periodo di tre anni,
l'uso dello spazio a fini culturali. In pratica l'Akròama
continuerà a programmare la sua attività,
rendendo disponibili i locali per altre iniziative del Comune.
Il tutto viene anche monetizzato con un contributo di 120
milioni all'anno. Non è tantissimo ma sono finanziamenti
sicuri che permettono agli organizzatori di lavorare senza
l'assillo dell'ultimo minuto. Qualcosa cioè che d'altre
parti in Europa è la norma, ma che qua da noi è
ancora considerata come una chimera. Un esempio insomma
da seguire anche per altri centri. Ma, accanto a questa
soluzione diciamo pure di "servizio" si affianca
- e questo è l'altro lato interessante - un uso aperto
della struttura.
Il centro Akròama infatti oltre a programmare spettacoli
(dalla prossima settimana partirà una rassegna con
dieci rappresentazioni che durerà sino ad aprile:
dalla compagnia Solari e Vanzi, al Metateatro, dal Teatro
Libero di Palermo a Teatroinaria) punterà molte carte
sulla ricerca dei gruppi locali e no, attivando contemporaneamente
iniziative in settori spesso trascurati come il teatro in
lingua sarda, quello per ragazzi e quello di figura (da
febbraio ad aprile si alterneranno Marta Baronti e Is Mascareddas).
Ma non basta. Partiranno in tempi brevi dei laboratori -
uno sulla commedia dell'arte e uno per gli insegnanti delle
medie ed elementari - e dei seminari coordinati da Raimondo
Guarino e rivolti alla formazione di un pubblico e degli
attori ai quali parteciperanno tra gli altri, i docenti
teatrali Ferdinando Taviani e Franco Ruffini.
La stagione teatrale si apre il prossimo 18 novembre con
La Gastalda di Goldoni, messo in scena dalla Cooperativa
Teatro Scientifico con la regia di Enzo Maria Caserta,
in replica sino al 20. La settimana successiva, dal 25 al
28, Elisabetta Podda, per la regia di Lelio Lecis,
interpreterà invece Donne, un testo di Arnold
Wekser. Dal primo dicembre sino al 3 è invece di
scena il Teatro Libero con Donne in amore.
Walter Porcedda
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