Home > Spettacoli > Archivio spettacoli 1990/1999

Febbraio - Maggio 1990

Ottobre - Dicembre 1990

Gennaio - Aprile 1991

Maggio 1991

Novembre 1993 - Aprile 1994

Gennaio - Maggio 1995

Gennaio - Marzo 1996

Giugno 1996

Gennaio - Maggio 1997

Febbraio 1997

Giugno 1997 - Luglio 1997

 
 
Rassegna Stampa
Stagione Cagliaritana del Teatro Contemporaneo
Ottobre - Dicembre 1990
 

9-10-11 novembre
Gino Paccagnella
RIFLESSI NELL'OMBRA

9-10-11 novembre
Anna Amadori
LA CANZONE AL TRAMPOLINO

18-19 novembre
Parco Butterfly
DUETTO

23-24-25 novembre
Akròama
COME VENT'ANNI FA

29 novembre
Le Pont des Arts
ZOOM

1 dicembre
Helen Viscose
RECHUTE

3 dicembre
Trisunic
LES SILENES

4 dicembre
Annie Legros
LA PETITE REPRESENTATION

6-7-8-9 dicembre
Barberio Corsetti
IL LEGNO DEI VIOLINI

7-8-9 dicembre
Origa Mundi
CHECOV, OH CHECOV

15-16-17 dicembre
I Magazzini
ORATORIO DEL PURGATORIO

18-19-20 dicembre
Teatro dell'Ombra
TRAMONTO D'ORIENTE

21-22-23 dicembre
Granserraglio
ELLA

 
L'UNIONE SARDA
13 ottobre 1990


TEATRO IN SARDEGNA, ECCO TUTTI GLI APPUNTAMENTI

Tra dieci giorni in Sardegna si ricomincia a fantasticare col teatro. Rassegne e produzioni sono ormai pronte e Cagliari, com'è logico, farà la parte del leone. Ci saranno - fino a maggio prossimo - una media di due spettacoli alla settimana, talvolta quattro. Speriamo non di più. Se anche si trattasse di appuntamenti dedicati solo al buon teatro, sarebbero troppi. E più che avvicinare il pubblico, lo allontanerebbero. Oppure lo frammenterebbero a tal punto che, come è avvenuto la scorsa stagione, buona parte degli spettacoli risulterebbero fatti d'aria. In platea e, spesso, anche in palcoscenico.
L'anno scorso erano una decina le organizzazioni che promuovevano il teatro nell'isola. Quest'anno - almeno finora - saranno due in meno. Cada Die e Actores Alidos hanno deciso di dedicare quattrini ed energie alle loro produzioni. Vessati dai tagli ministeriali e dall'ambiguità dei finanziamenti regionali (formalmente concessi ma ancora non incassati) i due gruppi non vogliono rischiare più di tanto nelle rassegne. Anche perché il rischio, in teatro, oggi è diventato merce rara. Lo Stato - che ha appena annunciato una decurtazione di 245 miliardi al Fondo unico per lo spettacolo - non ha più voglia di finanziare tutti echiunque. E il gioco gli riesce facile: nessuna tribù in Italia è più divisa degli artisti. Trasformati in (finti) manager dalla competitività che obbliga a produrre di tutto e di più, anche se non sia sa bene cosa, gli artisti vedono svolazzare sul loro budget l'ombra di molti ministri e il disinteresse di assessori pinco pallino. Scoprendo che alla fine possono contare soltanto su se stessi.
Akròama almeno sulla carta è il gruppo che finora ha organizzato la stagione (lunga un anno) più omogenea e interessante. S'incomincia il 26 ottobre con Greatest Hits di Banda Osiris, una sorta di "speciale" dei numeri migliori di questo gruppo di comici, saldati dalla musica e da gag intelligenti, un po' surreali. Il 2 novembre va in scena En di Ko Muroboshi, il coreografo giapponese che assieme alle Ariadone di Carlotta Ikeda ha lanciato in Italia e in Francia una forma di autoflagellazione danzata (il butho) meno radicale che in gruppi come i Sankaj Juku ma ugualmente avvincente, pieno di poesie minimali e sensuali.
Il 23 novembre tocca agli Akròama in Come vent'anni fa, un monologo di Elisabetta Podda diretta da Lelio Lecis. E' la prima delle produzioni che Lecis intende mettere in cantiere per questo e per l'anno prossimo: le altre saranno una rivisitazione del Macbeth scespiriano studiato da Lelio Lecis (s'intitolerà Streghe e andrà in scena a febbraio) e un'omaggio critico all'opera di Anton Checov inventato da Raffaele Chessa e Marcello Enardu (7 dicembre).
E poi di seguito: l'ultimo spettacolo di Giorgio Barberio Corsetti (una delle più brillanti intelligenze sceniche dei nostri anni che il 6 dicembre con Il legno dei violini continua la sua ricerca dell'Io già sondato con una stupenda trilogia kafkiana) e i Magazzini che il 15 dicembre proseguono il loro viaggio nella poesia dantesca per poi riproporre (a febbraio) Hamlet Machine di Heine Muller, parabola bellissima anche se per nulla trasparente sull'uso della parola nella ricerca teatrale.
E' bella e stimolante la stagione che l'Akròama divide tra il palcoscenico di Monserrato e il Piccolo Auditorium di Cagliari. C'è anche un tentativo di verifica su quel che il giovane teatro sta tentando di fare in Francia (quattro spettacoli a Cagliari tra la fine di novembre e i primi di dicembre). Con la consapevolezza che finora è stata la danza e i suoi fantasmi a guidare la scena transalpina. E poi Leo De Berardinis: arriverà con un acclamato Totò, principe di Danimarca a metà marzo ma prima - all'inizio di novembre - manderà in avanscoperta alcuni tra i suoi allievi migliori (Gino Paccagnella e Anna Amadori).
Tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio il cartellone di Akròama ospiterà l'Odin di Barba - con Memorie, rabbia e anatemi sui lager e il Living Theater di Judith Malina (The tablets). Due grandi amori che ritornano sulle scene sarde e che di lì a poco saranno seguiti dall'ultima produzione di Kantor. Nelle intenzioni di Akròama più che un omaggio ad alcuni padri scenici di questo fine secolo, sarà una riflessione sulle contraddizioni di un'epoca in continua ebollizione. Servirà a far capire quanto siamo invecchiati noi e quanto può ancora esser vitale il buon teatro.

Marco Manca