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L'UNIONE SARDA
4 giugno 1982
DOPO "MARIEDDA"
LE GRANDI RIBALTE
Il lavoro inizia di buon mattino.
Alle 9 bisogna essere già pronti, perché c'è
la lezione di training acrobatico. Gli allievi e gli attori
devono trovarsi nella sala che funziona come una palestra.
Si inizia con alcuni esercizi ginnici, poi la corsa, ed
infine esercizi di respirazione. E così per tutta
la mattinata. Sino all'ora del pranzo, che si consuma lì,
nel centro.
Il "Centro" è quello diretto da Lelio Lecis,
e gestito dal Teatro Laboratorio Akròama di Cagliari.
E' situato in una via centrale di Monserrato. Appena entri,
dopo aver varcato un grande portone di vetro, ti trovi di
fronte la "sala prove". C'è ancora montata
la scenografia di "Mariedda", lo spettacolo che
ha contribuito non poco al successo di gruppo, uno dei più
apprezzati al Festival Internazionale del Teatro di Santarcangelo
di Romagna. Sulla destra c'è l'ufficio, poi la palestra,
la mensa, gli spogliatoi, la saletta di "rappresentanza".
Tutti i locali sono ben tenuti, Mobili nuovi, alcuni manifesti
del gruppo sui muri. Il tutto all'insegna del più
sfrenato professionismo manageriale.
Al pomeriggio si provano le voci, il lavoro sul corpo, spezzoni
di spettacoli. Gli attori stanno seduti su una panca. E
ad uno ad uno, sotto gli occhi vigili del regista, entrano
in scena. Concentratissimi, trasformano il loro volto nelle
più diverse espressioni. Si provano poi le scene,
se ne studiano delle nuove e ancora, si provano nuove tecniche
che successivamente potranno essere inserite negli spettacoli.
Tra queste il "risuonatore vocale". L'attore compie
una serie di gesti, sempre gli stessi, cambiando espressione
solo attraverso l'uso della parola e del "risuonatore".
Prima prova quello nasale, poi la "lingua nel palato",
con la gola, con il petto, con la voce rauca. Alla fine
si prova a mixare, utilizzando, per una stessa frase, diversi
"risuonatori".
Tutti questi gesti sono presenti nel nuovo spettacolo dell'Akròama
dal titolo "Traballu". Una dimostrazione di lavoro,
in forma spettacolare, sulla preparazione teatrale svolta
quotidianamente dagli attori e dal regista. Lo spettacolo
si divide in tre parti. "La prima parte - dice Lelio
Lecis, direttore artistico del centro - serve per dimostrare
quanto sia facile superare le difficoltà degli attori
rispetto al movimento, alle tecniche dell'acrobatica, alla
conquista della spazio scenico. Perché ho notato
che mentre in Europa si parlava del recupero del corpo,
in Sardegna bisognava parlare invece di "utilizzo".
Perché i sardi, il corpo, non l'hanno mai scordato.
E infatti basta pochissimo per ottenere risultati ottimi
in soli due o tre mesi di lavoro".
La seconda fase è riservata ad un altro aspetto importante:
i rapporti con il pubblico. Utilizzando varie tecniche,
dagli audiovisivi alla musica. Nella terza parte si prende
spunto da un divertentissimo spettacolino in preparazione.
Ma "Traballu" non è solo una dimostrazione,
un modo per far vedere come si costruisce uno spettacolo.
E' anche un itinerario. L'itinerario seguito dal Teatro
Laboratorio Akròama, in questi ultimi anni. Un gruppo
che dopo anni di lavoro continuo e preciso, e dopo aver
prodotto un piccolo capolavoro, "Mariedda", è
riuscito ad imporsi sulla scena nazionale e internazionale.
"Fare questo centro è diventato per noi quasi
un obbligo", spiega Lelio Lecis, "dovevamo fare
un salto di qualità. Anche perché ormai siamo
diventati una realtà, un gruppo che non può
più permettersi di vivere nel pressappochismo. Oggi
siamo dei professionisti. E gli appuntamenti che ci aspettano
(al Teatro Stabile di Torino, e al Festival Internazionale
del Teatro a Vienna, dove l'Akròama rappresenterà
l'Italia insieme a Strehler) devono essere preparati a puntino".
Mauro Spignesi
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LA NUOVA SARDEGNA
28 marzo 1986
E LA DISCOTECA DIVENTA
TEATRO
Grazie al fatto che dimostrano
di essere inesauribili miniere di denaro, le discoteche,
negli ultimi anni, sono spuntate come funghi un po' dappertutto,
condizionando anche le scelte di quei pochi imprenditori
che hanno mostrato interesse ad operare nel settore dello
spettacolo.
A Monserrato c'è stata una importante iniziativa
che è andata nella direzione esattamente opposta:
una discoteca - l'ultimo nome che le avevano dato era "Altair"
- è stata trasformata in teatro.
Per la verità il locale nel quale è avvenuta
questa sorta di miracolo era, in origine, un locale cinematografico,
il "Moderno". Affidata dal proprietario a varie
gestioni successive era stato trasformato e snaturato.
Lelio Lecis, direttore artistico del gruppo teatrale "Akròama"
ha parlato proprio chiaro al proprietario, Ambrogio Foddis,
e questi, alla luce anche di quanto realizzato dal gruppo
negli ultimi quattro anni in una saletta che si apre a fianco
dell'ex-cinema, ha accettato.
Così il "Moderno" sta per diventare sede
di grandi avvenimenti teatrali cittadini, il primo dei quali
ha già preso il via: è la "Stagione Cagliaritana
del Teatro Contemporaneo".
Senza che - specificamente per la ristrutturazione del locale
- gli "Akròama" abbiano preso una lira
da nessuno, sono riusciti ad aprire al pubblico una struttura
capace di 200 posti in platea che presto diventeranno 250
con l'apertura della galleria.
Lo spazio più razionale è senz'altro quello
del palco, uno dei più agibili fra le strutture operanti
in città: è ampio ed equilibrato. Mediamente
ha misure di 9,50 x 9,50 metri. Per capirne la funzionalità
basterà confrontare queste cifre con quelle relative
all'"Alfieri" e all'auditorium del conservatorio.
Il palco del primo è ampio 60-65 metri quadri; quello
del secondo, anche se come superficie totale è simile
al locale ristrutturato dagli "Akròama",
è mal distribuito perché è largo ma
troppo stretto.
Il gruppo teatrale sta già lavorando perché
dall'anno prossimo il nuovo spazio si integri con quello
finora utilizzato, in modo che il locale possa essere un
"multisale".
Il proprietario del locale ha inoltre lasciato a disposizione
di Lecis e del suo collettivo due proiettori da 35 millimetri
- già usati per il "Moderno" - che si riveleranno
utilissimi per proporre i nuovi spettacoli multimediali.
Oltre ai vantaggi sul piano del lavoro e della progettazione
di spettacoli, per gli "Akròama" ci sarà
un rientro anche in termini economici. Basti pensare che
per pagare le spese d'affitto di tutto l'anno spendono la
stessa cifra che dovevano sborsare per 15-20 rappresentazioni
all'"Alfieri".
Il nuovo teatro potrà essere utilizzato anche da
altri gruppi, previa una valutazione della tipologia di
spettacolo proposto. Il locale potrà svolgere, infine,
anche un diverso ruolo sociale: sarà infatti messo
a disposizione per convegni o congressi su richiesta di
associazioni o di partiti politici.
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